Cosmoprof: inizia il countdown! (meno un mese!)

Ciao ragazze!

Stavo guardando l’elenco degli espositori per la prossima edizione del Cosmoprof, la ormai celeberrima fiera del makeup e della bellezza in generale.

Per chi non lo sapesse, è tra le fiere più grandi del settore, con espositori di tutti i tipi, dai prodotti  professionali per parrucchieri, nail artist, makeup artist, estetiste e altro ancora.

Siccome sarò lì per lavorare, avrò a disposizione pochissime ore per visitare solo gli stand che davvero mi interessano.

Devo quindi organizzarmi Continua a leggere

Annunci

Tutorial per allontanare gli occhi, delicato ed elegante

Video

OK ci siamo ce l’ho fatta!

Incredibile amisciiiiii…miracoloooooo!!
Tempo di registrazione, editing e caricamento di un video: un giorno e mezzo!!
Non mi par veroooo!!
Dunque vi racconto un po’ come l’ho partorito.
Anzi, lasciatemi prima dire che è un video terra-terra.
Sapete che non amo destreggiarmi in cose rocambolesche, io amo i trucchi veloci ed è quello che insegno a fare alla gente che incontro nei negozi (clienti si intende) o alle ragazze che vengono da me per le lezioni di autotrucco.
Per me, questa è la base, perchè nel quotidiano nessuno ha 40 minuti per farsi un trucco professionale (a meno che non vi chiamiate Ilaria e abbiate 40 minuti di treno che vi separano da Milano eheheheh).
E poi diciamocelo: se un mio video terra-terra dura 20 minuti, vi immaginate quanto durerebbe un trucco esagerato e mega sofisticato? Anche no, direi, non cerchiamo di scoprirlo!!
Ed ecco perchè ho deciso di fare questo trucco:
come spiego all’interno del video stesso, ho deciso di terminare un trio blush carino ma che non ne vuole sapere di finire…complice anche il fatto che una bella fetta è composta da un (orribile) bianco con glitterozzi che non saprei davvero come o su chi usare.
In genere amo i mat, oppure sì lo ammetto, amo anche i perlati e…oh si certo, come dimenticare gli eyeliner glitterati…ma questo…è veramente troppo!!
Comunque mi sono fatta coraggio: makeup artist sono, e dunque creativa, giusto? Quindi ho cercato un modo per FARLO FUORI.

Ho anche pensato di approfittarne per mostrare come allontanare occhi troppo vicini e infine, come da premessa, ho scelto di fare un trucco veloce e anche leggero, visto che fa caldo.

E se mi permettete, lo trovo un trucco davvero versatile: lo potete usare se andate a un matrimonio, in ufficio, per un drink con le amiche, per una cena fuori…no??

Spero vi piaccia, aspetto i vostri commenti, mi raccomando!!

Dipendenza da makeup: malattia o scarsa educazione?

Dipendenza da makeup: malattia o scarsa educazione?

Voi avete visto questo video? Io un pezzetto (poi sono andata a cucinare se no l’avrei visto tutto ma è più di 20 minuti)… Si parla di una ragazzina che ha sottratto i soldi dalla borsa della mamma per comprare una palette di ombretti costosa. Questi soldi erano necessari per pagare qualcosa di urgente ed importante per cui la cosa è venuta a galla creando dei problemi alla famiglia.

Cosa ne penso? Be’, anzitutto che è vero, io stessa sono stata una compratrice compulsiva di makeup, sia molto prima dell’avvento di YT (per chi non lo sapesse ho quasi 36 anni, mi trucco da più di 20 quindi quando ne avevo 15/16 non esisteva nemmeno internet) sia dopo…ed effettivamente anch’io sono stata portata, per colpa o merito delle colleghe che seguo, a comprare cose che prima consideravo poco (e per fortuna mi viene da dire, perché ci ho guadagnato in qualità del mio trucc – questo prima di diventare truccatrice).

Apro una parentesi: la mia situazione è particolare, perché ora che sono anche truccatrice, ho la scusa di potermi/dovermi comprare alcune cose per lavoro…

Da poco ho capito che comprare 4 cavolate da pochi € mi rende felice in quel momento: lo shopping regala una scarica di adrenalina molto appagante, si sa. Poi però una volta a casa queste cosucce da pochi euro vanno a sommarsi al mucchio di cose che già ho e a meno che non mi servano per lavoro, rimarranno nel mucchio per un bel po’…

Da qualche mese sono riuscita a limitarmi davvero al minimo, compro magari cose utili/convenienti – quanto meno sul lato personale – che non si trovano facilmente (ad es. il browkit di Catrice).

Per quanto riguarda le cose più costose, so che mi aiuteranno a fare meglio il mio lavoro e mi sento meno in colpa, ma a volte mi domando se ne valga la pena: un buon truccatore dovrebbe riuscire a fare un buon lavoro anche con scarsi mezzi, e visto che al momento i miei risultati sono soddisfacenti continuo a riempire la mia ‘wishlist’ aspettando di finire qualcosa per comprare nuovi trucchi.

La stessa cosa dovrebbe valere anche per una ‘semplice’ consumatrice: se sei tanto appassionata e segui molte guru, dovresti ormai sapere abbastanza da riuscire ad arrangiarti con ciò che hai già; che tu lavori o meno, non puoi lasciare un capitale in profumeria tutti i mesi…E qui chiudo la parentesi.

Sicuramente tutta la pubblicità che fanno/facciamo (mi ci metto pure io nel mio piccolo) non aiuta chi è già insicura e/o facilmente influenzabile (caratteristiche proprie degli adolescenti).

Inoltre, se si lavora in un negozio, avendo di fronte una 15enne che richiede un mascara, io personalmente (che lavoro come promoter) magari evito di proporle subito i marchi costosi (mentre alla 30enne sì).

Su YT invece ci rivolgiamo a un pubblico indefinito, rischiando che un’adolescente interpreti il nostro consiglio come “un obbligo”. Senza considerare che tra gli adolescenti spesso vige la ‘regola’ “se non ce l’hai sei una sfigata, perché ce l’hanno tutte” (e non ditemi che non è vero).

Quindi oggettivamente potremmo sottolineare questo aspetto, consigliando alternative economiche (che fra l’altro è uno dei valori della mia pagina facebook).

A chi spetta quindi l’onere di controllare che la propria figlia adolescente non si lanci in spese folli per un gloss o un ombretto?

Sicuramente ai genitori, per due motivi: dovrebbero controllare cosa guardano i figli su YT (potrebbero incorrere anche nella pornografia…un minimo di controllo ci vuole); dovrebbero trasmettere loro dei buoni valori, far capire che alla loro età non è necessario mettersi il fondotinta e nemmeno strati di ombretti e matite sugli occhi (a 15 anni proprio no). Però d’altra parte capisco le difficoltà dei genitori di oggi: magari fanno 2 lavori e i figli rimangono a casa da soli a fare quello che gli pare.

Anche per mia madre era così, si può dire tranquillamente che mi abbia cresciuta mia sorella, di soli 3 anni più grande. Mia mamma faceva l’infermiera privata e lavorava di notte. E ricordo ancora quando ci tagliava i fili della TV, che allora era la nostra droga, per evitare che ci perdessimo troppo tempo, stessimo in piedi fino a tardi a guardarla e non studiassimo. A qualcuno sembrerà anche un po’ “primitiva” come soluzione, ma sicuramente era efficace!! Perché non adottare la stessa soluzione? Non dico tagliando i fili, e nemmeno di tagliare internet e YT al 100%, però di ridurre drasticamente le ore passate davanti al pc (e alla DS, alla Wii, alla PS…). In TV c’è la fascia protetta, in rete no.

Ribadisco: non voglio colpevolizzare i genitori in questione. Nonostante io, in tutta coscienza, mi senta nel mio piccolo resposabile (ma come dicevo anche un po’ succube di queste “pubblicità” gratuite che ci sono online), devo però, razionalmente parlando, ammettere che noi non lo facciamo per promuovere tale o tal’altro marchio ma perché abbiamo altri obiettivi.

Chi come me vuol promuoversi come MUA, chi vuole diventare partner di YT per guadagnare, chi vuole diventare una blogger famosa e magari scrivere poi per un giornale o una testata…insomma noi abbiamo mille motivi per fare quello che facciamo e nessuno di questi è ‘criminale’. Io consiglio a questa mamma di parlare a sua figlia, di capire se non si sente compresa, se c’è qualcosa che non va, se si sente diversa dalle sue amiche, se si sente inferiore o brutta, o magari se semplicemente ha capito che da grande vuol fare la MUA.

Dietro un gesto possono esserci mille ragioni, non va colpevolizzata la figlia (ma nemmeno la madre!) va capita ed educata di conseguenza. A chi parla di gesti di maleducazione dico che in fondo questa ragazza avebbre potuto provare a rubare direttamente in negozio, invece si è presa comunque la responsabilità delle sue azioni.

Comunque non si può pretendere che chi pubblica contenuti cominci a dire cose diverse dal solito, spetta a noi in quanto adulti/genitori far capire ai figli che le guru su YT spesso sono MUA, spesso ricevono regali dalle aziende, spesso sono supportate da genitori benestanti, spesso fanno un lavoro che permette loro di spendere 100/200€ al mese in baggianate! In altri ancora, sono le stesse youtuber ad esagerare e a spendere più di quanto possano permettersi.

Non posso assolutamente pensare che sia 100% colpa nostra: e se un maschietto si mettesse a guardare video su come truccare il proprio motorino, comprando questo e quell’altro aggeggio, non vorrebbe lui stesso emulare i suoi guru?

E che dire di quei fessacchiotti (più che adulti) che guardano in TV le partite di texas hold’em (poker) e poi vanno on line a giocarsi lo stipendio solo perché in TV hanno imparato un paio di trucchetti?

Scusate il papiro, ho scritto di getto quello che pensavo perché è una cosa che mi sta a cuore, e se penso che io, adulta, devo fare degli sforzi per non comprare (visto che poi ci sono tanti marchi low cost è anche facile cadere in tentazione), non immagino cosa passi per la testa delle più giovani!!

Se desiderate iniziare il cammino dello smaltimento dei vostri cosmetici in eccesso (in modo da avere più spazio per quelli nuovi ed avere la coscienza a posto – cioè che vi state comprando il tal prodotto nel colore X perchè l’avete davvero finito e non è l’ennesimo dupe) visitate http://www.facebook.com/ProgettoSmaltimentoProdottipsp e https://ilariamps.wordpress.com/2011/01/09/6passi/ (il mio programma per testare i prodotti che vale davvero la pena tenere).

Vi lascio con un brano di “I love shopping” (l’inizio) per farvi capire che è facile perdere il controllo delle spese e non rendersi conto di aver esagerato.
Vi consiglio di leggerlo, questo libro, che, pur essendo piuttosto frivolo, descrive perfettamente la situazione di persone comuni con un vizio comune: alla base ci sono problematiche concreti, spesso si tratta di piccoli traumi infantili sfociati in senso di inferiorità che si cerca di tenere a bada comprando a più non posso.
E se ve lo state chiedendo, no, il film non è uguale: anzitutto condensa 3 o 4 libri di questa ‘saga’, e poi alcune situazioni, persone, scene sono state cambiate o create ad hoc per la versione cinematografica, la quale, per quanto carina e simpatica, non rende l’idea che si evince dai libri di Sophie Kinsella.

“Okay. Niente panico. Niente panico. É solo un estratto conto della Visa. É solo un
pezzo di carta con qualche numero scritto sopra. Che paura può farmi?
Dalla finestra dell’ufficio osservo un autobus che percorre Oxford Street. Cerco di
costringermi ad aprire la busta bianca posata sulla scrivania invasa dal disordine. É solo un pezzo di carta, mi dico per la milionesima volta. E poi non sono mica stupida, no? So esattamente a quanto ammonta questo estratto conto.
Be’, più o meno. A grandi linee.
Saranno… duecento sterline. Forse trecento. Sì, sulle trecento. Massimo tre e
cinquanta.
Chiudo gli occhi e mentalmente cerco di fare il calcolo. Il tailleur di Jigsaw. La
cena con Suze da Quaglino. E poi quel meraviglioso tappeto rosso e giallo. Ora che ci penso, il solo tappeto è costato duecento sterline. Ma le valeva, fino all’ultimo penny.
É piaciuto a tutti. Be’, per lo meno a Suze.
E il tailleur di Jigsaw era in saldo: trenta per cento di sconto. Quindi, in realtà, è stato un risparmio.
Apro gli occhi e allungo la mano verso la busta. Come le mie dita sfiorano la carta
mi vengono in mente le lenti a contatto nuove. Novantacinque sterline. Una bella
cifra. Ma cosa ci posso fare? Ne avevo bisogno. Non posso mica andare in giro
brancolando, giusto?
E poi ho dovuto comperare della soluzione fisiologica, un contenitore decente e un
eye-liner ipoallergenico. Il tutto per un totale di… quattrocento?
Alla scrivania vicina alla mia, Clare Edwards alza lo sguardo dal piano di lavoro.
Sta dividendo la corrispondenza in pile ordinate, come fa ogni mattina. Le ferma con
degli elastici e ci mette sopra delle etichette con su scritto cose del tipo “Rispondere immediatamente” oppure “Rispondere – Non urgente”. Odio Clare Edwards.
«Tutto bene, Becky?» mi chiede.
«Sì, sì» rispondo con aria disinvolta. «Stavo solo leggendo una lettera».
Prendo in mano la busta, ma le mie dita si rifiutano di tirar fuori l’estratto conto. Si limitano a stringerla mentre la mia mente viene travolta come regolarmente accade ogni mese dal mio sogno segreto.
Volete sapere qual è il mio sogno segreto?”