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10 segreti dei makeup artist (terza e ultima parte)

Ciao ragazze e ragazzi,

eccomi con un altro post: ho in realtà semplicemente suddiviso in modo diverso gli argomenti per rendere gli articoli più fruibili e leggibili.

In questa sezione vedrete suggerimenti su argomenti come:

lo STRUCCAGGIO

l’ORGANIZZAZIONE e il CONTENUTO della POSTAZIONE e del TROLLEY

le LUCI

l’importanza di farsi truccare per IMPARARE A TRUCCARE.

7) STRUCCAGGIO: oggi per struccarci abbiamo veramente l’imbarazzo della scelta. Dal caro vecchio latte detergente siamo passati ai bifasici e anche agli olii vegetali, ottimi per chi ama i prodotti ecobio (anche se spesso creano problemi di untuosità varie lasciate su federe di cuscino ehheheeh). Io sinceramente faccio poco uso di questi prodotti, mi capita giusto se mi sono truccata con cose molto particolari, grasse e resistenti, come può capitare ad Halloween. (In quei casi l’olio vegetale -in realtà anche quello di origine minerale, di solito a base di paraffina- è ottimo perchè scioglie le componenti adesive che possono avere accessori posticci e makeup strani come quelli che si usano per queste feste, senza tirare la pelle e fare male).

Se siete delle appassionate doc saprete anche che negli ultimi anni c’è stata l’esplosione delle acque micellari, ma forse non sapete come mai, spesso, guardando foto di backstage di sfilate o set, sui desk dei truccatori si vede, nel 99% dei casi, la micellare Bioderma.

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Bioderma è stata la casa che ha inventato questa soluzione miracolosa ed è talmente buona, sia in termini di efficacia, sia in termini di delicatezza su tutti i tipi di pelle, che praticamente TUTTI i truccatori fanno affidamento a questo brand per quanto riguarda la detersione. Come si suol dire, è proprio un MUST HAVE.Tra l’altro credo anche che sia l’unica casa ad aver pensato a una micellare per pelli miste/grasse a tendenza acenica. Inoltre, esistono entrambe in 3 formati: da 100ml, perfetta da provare e anche da portare in viaggio o nel trolley da lavoro (con questo flaconcino minuscolo si struccano decine e decine di persone), da 250ml, un po’ più grande ma ancora comodo per viaggiare, e il 500ml, secondo me poco pratico ma sicuramente molto più economico! Sappiate inoltre che spesso nelle farmacie/parafarmacie si trovano delle promozioni, ad esempio due flaconi da 500ml al prezzo di uno, oppure con 2 prodotti c’è in regalo quella da 100ml. I prezzi, secondo la mia esperienza, sono all’incirca: 3/4€ per il 100ml; 15€ per il 250ml; 18€ per il 500ml.

Se siete nuove in questo settore, vi consiglio quindi di farne scorta e di portarla sempre con voi sui set. Le persone del settore sanno di cosa si tratta ed è un po’ un must have che vi permette di identificarvi subito come professionista, esattamente come potrebbe essere un prodotto MAC.

8) ORGANIZZAZIONE:

Per quanto riguarda l’organizzazione, invece, se siete MUA alle prime armi o semplicemente vi piace truccare le amiche, è necessario sapere come suddividere i prodotti in modo che siano facili da trovare, pratici da riporre e protetti dagli urti.

Se ci pensate, per ogni fase bisogna usare tanti prodotti di forme e formati diversi, ed alcune presentano delle criticità, possono rompersi o aprirsi e provocare un danno difficile da sistemare. Diciamo però che le cose più delicate sono blush e ombretti, mono o in palette, e questi infatti andranno protetti benissimo.

Prendete tutto quello che volete mettere nel trolley e divideteli in questo modo.

Per la base avrete: creme viso e contorno occhi, fondotinta e correttori fluidi e/o compatti (flaconi di vetro o tubetti di plastica o pack tondi in cialda magari con specchio o in stick o in polvere libera o compatta), ciprie compatte o in polvere libera; blush mono o in palette; prodotti per il contouring in stick o palette, illuminanti in polvere/stick/tubetto/cialda/fluido/matita; struccanti (micellare inclusa), tonico/acqua di rose o termale, fixer, primer viso e occhi.

Per gli occhi: ombretti in polvere libera o in crema, mono, palette; mascara, eyeliner neri, colorati, glitterati, liquidi o in gel, matite e matitoni, prodotti per sopracciglia quali browkit, matite etc. Ciglia finte e colla.

Per labbra: rossetti e gloss; matite; prodotti in palette o cialde.

Accessori: temperamatite, piegaciglia, pennelli, spugnette, piumini; pinzette e forbicine, stencil per sopracciglia; portapennelli (rullo, tubo o cintura), barattoli portamatite, dischetti e cotton fiocc, veline; pettine o spazzola (li porto anche se non devo fare i capelli); forcine ed elastici per raccogliere i capelli mentre truccate (cioè per la cliente/modella ma anche per voi se serve). Eventualmente pensate anche a un pulisci pennelli ad azione rapida (o almeno che disinfetti).

Tutto ciò che è liquido o in polvere, se non serve nella quantità in cui viene venduto, si può pensare di travasarlo in flaconi o pot più piccoli (li trovate da Sephora, da Ovs, nelle parafarmacie ma spesso anche nei supermercati. Da MAC li trovate addirittura con il logo).

Questo vale per micellare e struccanti, acqua di rose, pulisci-pennelli, ciprie, pigmenti. La micellare Bioderma e il Fix plus vengono venduti anche in formato travel size.

Per quanto concerne i pennelli, si usa generalemente fare questa associazione:

NATURALI PER LE POLVERI, SINTETICI PER LE EMULSIONI (tutto ciò che è cremoso o liquido). Questo perchè le setole naturali assorbono troppo le emulsioni (spesso si usano per sfumare, proprio perchè attirano gli eccessi di prodotto) mentre i sintetici non trattengono abbastanza le polveri. In realtà oggi esistono diversi tipi di fibre sintetiche e alcune simulano perfettamente quelle naturali. Inoltre non è detto che naturale sia per forza uguale a morbido, anzi; spesso le fibre naturali si consumano e diventano ispide, mentre quelle sintetiche sono più resistenti all’usura e anche più facili e veloci da lavare.

Tra i pennelli dovrete averne diversi delle seguenti tipologie:

-per fondotinta, sintetici: a lingua di gatto, cioè piatto, tipo il MAC 191, per applicare, e  un duofibre, tondo, per sfumare e uniformare (tipo il MAC 187, anche se io preferisco il 188, se non addirittura il 130, ancora più piccolo e compatto. La differenza sta nella resa finale: con il 188 e il 130 si ottiene maggiore coprenza e si possono raggiungere angoli ‘difficili’).

-per polveri viso e per illuminante: grandi e medi, a sezione tonda, sintetici o naturali

-per correttore ed eventuale contouring: medi e piccoli, tondi e piatti

-per sfumare sugli occhi, tipo MAC 217 e 224, piatti e tondi, naturali

-di precisione, tipo MAC 219

-per eyeliner, tipo 315 Zoeva

scovolini monouso per mascara, da sfruttare anche per sopracciglia (si possono comunque lavare e riciclare)

-per labbra: almeno uno per ogni persona da truccare; se saranno molte, optate per applicatori monouso. Esistono inoltre delle spatoline di plastica per prelevare piccole quantità di rossetto dagli stick per poterle poi lavorare a parte. Io uso spatola e piattino di MAC (palette) in acciaio, ma si potrebbero usare anche quelli in plastica per occhi.

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-spugnette per tamponare il fondo e piumini per la cipria.

Vi suggerisco inoltre di portare anche una busta in cui mettere, man mano che li sostituite, i pennelli e tutti gli accessori sporchi. Una volta terminato il lavoro, sistemerete tutto al proprio posto e a casa dovrete solo tirare fuori la busta, lavarli e  quando saranno asciutti, rimetterli nel trolley: sarete già pronti per una nuova giornata.

Una volta che avrete sott’occhio tutti i prodotti, suddivisi per ‘zona’, suddivideteli ancora per ‘forma’e ‘fragilità’: come dicevo sopra, scoprirete che non sono poi tanti i prodotti che vanno protetti.

Un tubetto di fondotinta non si romperà molto facilmente (ma non va comunque sottoposto a grande pressione e bisogna fare attenzione che non si apra).

Anche le matite tendono ad aprirsi (e quindi le punte poi si rovinano e sporcano dappertutto): io le ho raggruppate e fermate con elastici e poi inserite in una scatolina.

Idem i pigmenti: meglio inserirli in una scatola ben chiusa, al cui interno è anche possibile mettere uno strato sottile di gommapiuma per attutire i colpi che di solito causano l’apertura.

Le palette invece vanno protette benissimo: io le ho inserite in buste di pluriball e poi ho  bloccato il tutto con elastici.

I rossetti: se usate gli stick, potete metterli in una bustina trasparente; eventualmente sempre con gli elastici, separateli per finish e/o tipologia di colore.

I prodotti mono in polvere o crema e altri prodotti piatti, compatti o di piccole dimensioni possono essere inseriti in una scatola con separatori.

Valutate quindi di cosa avete bisogno: pouch trasparenti e morbide o scatole rigide? Qualche idea potreste trovarla da MAC, Make up for ever, Cantoni, Sephora, Zoeva sul sito Douglas, Zoeva, Shaka (per esempio a me piace questo, questo e possiedo già questo che però uso a casa; non si capisce dalla foto ma si srotola e internamente le tasche sono trasparenti).

Possiedo anche la scatola in questa foto, anche se ora non è assolutamente così che l’ho organizzata, ma è giusto per farvi capire le potenzialità (è di Cantoni).

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Scatola Cantoni

Potreste anche trovarvi, per comodità, ad affiancare le matite occhi a quelle labbra, le palette dei blush a quelle occhi, i prodotti mono per viso a quelli per occhi e via discorrendo. L’importante è che sia tutto separato secondo una logica.

Quando dovrete preparare la postazione, inoltre, sarà opportuno ricoprire la superficie di lavoro con un telo, sia per proteggerla da graffi e macchie, sia perchè sarà più facile gestire i prodotti: spesso tendono a rotolare se le superfici sono liscie, oppure, se non sono a tinta unita, si confondono con i disegni. Potete procurarvi degli scampoli nei negozi di tessuti oppure cercare nei negozi di biancheria per la casa, Ikea etc. Consiglio ovviamente una tinta unita, meglio se molto scura oppure bianca (per poterla candeggiare) delle dimensioni di un normale asciugamano.

9) LUCI

Passiamo a un discorso spinoso.

Era da tempo che volevo affrontare questo argomento perchè, sui vari gruppi facebook di appassionate di makeup, leggo spesso di ragazze che chiedono come possono fare per avere un’illuminazione adeguata.

Anzitutto, se ne avete bisogno per una postazione fissa, per esempio a casa, nella vostra cameretta, va benissimo cercare una soluzione economica, sistemando faretti e specchi comprati da Ikea o Leroy Merlin. In fondo chi non ha un fidanzato, un amico o il papà appassionato di bricolage che possono montare per noi queste soluzioni, fatte apposta per queste situazioni?

MA se ne avete bisogno per lavoro, per il vostro studio o addirittura da portare in giro, e volete fare qualcosa di esteticamente gradevole, sinceramente mi spaventa un po’ chi dice “me lo faccio da me”.

Innanzitutto penso sia abbastanza pericoloso cercare di assemblare componenti elettriche non create appositamente per questo scopo: è facile sbagliare, calcolare male, non conoscere una determinata legge (intesa sia come normativa sia come legge fisica) che possano portarci a fare un errore FATALE.

Sì, perchè con l’elettricità non si scherza: basta un filo scoperto e prendi la scossa. E anche se non si muore, vi assicuro che non è piacevole (mi è successo da bambina).

Inoltre, una postazione portatile è fatta appunto di specchi e luci (=lampadine), cioè elementi fragilissimi: siamo sicuri di voler provare a costruire da noi, dilettanti alle prime armi, una cosa del genere?

Io personalmente ho fatto una scelta diversa, ed infatti uso questo specchio e ve lo consiglio caldamente!!

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Specchio Cantoni

 

Anzitutto ha luci neutre a led, le lampadine non si scaldano e sono inserite in modo che non siano assolutamente esposte agli urti.

Inoltre è fatto in modo che sia possibile sia appoggiarlo su un piano, regolandone anche l’inclinazione, sia appenderlo a una parete. E’ dotato di una custodia leggera ma pratica e robusta.

Ogni volta che ho un lavoro in cui non so che tipo di luci troverò, lo porto con me, anche se devo muovermi coi mezzi. Non è super super leggero ma è fattibile.

10) In ultimo, affrontiamo il tema: TRUCCARE E FARSI TRUCCARE.

Provare a farsi truccare, prima ancora di provare a truccare qualcnuo, è FONDAMENTALE: per sapere come mettere le mani letteralmente in faccia alla gente, bisogna anzitutto passare per questo step, per capire cosa si prova a farsi truccare da persone inesperte, in modo da trovare il proprio metodo per non dare fastidio o addirittura fare male, ma anche per capire COME ottenere un certo risultato senza prima fare errori catastrofici che ti obblighino a ripartire da capo e buttare un’ora di lavoro.

Se non avete mai fatto un corso di makeup serio forse non vi è mai capitato di farvi truccare da un non professionista, ma forse vi sarà capitato di farvi truccare in profumeria o posti simili, o in altre situazioni, (si presuppone) da un MUA.

Provate a pensarci: cosa (non) vi è piaciuto, sia del risultato finale sia delle sensazioni provate durante la sessione? Era invadente? Parlava troppo, o troppo poco?

Com’era il suo tocco? Delicato o un po’ violento? I pennelli erano puliti e morbidi? La postazione era pulita e in ordine, i prodotti erano in buono stato?

Com’era il suo aspetto, curato o trasandato? Aveva l’alito cattivo?

Ha ascoltato le vostre indicazioni o ha fatto di testa propria? Ha proposto prima di procedere o ha scelto per voi?

Ovviamente non esistono dei metodi per misurare questi aspetti: è tutto veramente molto soggettivo e variabile a seconda della situazione e anche dalla “geografia”. Magari a Napoli ci si aspetta di trovare un MUA più affabile e chiacchierone e a Milano uno un po’ più freddo…e ciò che può dare fastidio a una persona può essere accettabile per un’altra.

Il segreto è capire dove ci si trova, chi si ha di fronte, che obiettivo ha e cosa bisogna fare. Chiaramente tutto questo deve comunque accordarsi con quello che è il NOSTRO obiettivo: se per esempio ci troviamo a truccare in un punto vendita, dobbiamo metterci poco tempo e cercare di vendere, e molto probabilmente il tipo di look ci viene imposto dalla nostra maison; se siamo ad una sfilata, non ha assolutamente nessuna importanza se alla modella non piace un certo colore o altro, e il look è certamente deciso da altri.

Nel primo caso, pur cercando di rimanere nei tempi, possiamo provare a stabilire una relazione con la cliente, in modo da farla sentire a suo agio e benvenuta, avere la sua fiducia ed essere convincenti nella proposta di vendita (sempre facendo riferimento però a quanto ci ha detto riguardo le sue esigenze e i suoi gusti); nel secondo caso, con la modella si parla il meno possibile e si procede spediti.

Al contrario, se stiamo truccando una sposina, dobbiamo sicuramente calibrare ogni aspetto del nostro lavoro; a seconda che sia solo una prova o che sia il giorno delle nozze, dobbiamo assicurarci di avere un comportamento consono, misurare le parole e il tono di voce, non essere troppo agitati, infonderle sicurezza, ascoltarla, essere propositivi.

Riguardo invece la delicatezza del tocco e dei pennelli, su questo io personalmente non transigo: basta veramente poco per far male e basta anche poco per assicurarsi che non stia accadendo. Io per esempio chiedo sempre: “Faccio male? Dimmi se senti un fastidio qualsiasi”. Questo perchè ovviamente può capitare che un pennello, a furia di lavarlo, diventi un po’ ispido senza che io me ne accorga.

Bisogna inoltre sapere come fare per applicare bene la matita sull’occhio senza fare male, come applicare la crema senza che sembri che stiamo dando la palta con la cazzuola e tante altre cose.

Sono aspetti che non è facile affrontare in un post, dal vivo ad un corso è sicuramente più facile simulare un incontro di lavoro per capire in cosa migliorare.

Bene ragazze e ragazzi, con questo credo sia proprio tutto (no, non lo è affatto!! Ma non posso superare le 3000 parole!!). Spero vi siano piaciuti questi 3 post, fatemelo sapere!

(Leggi anche il primo e il secondo!)

  1. 10 segreti dei makeup artist (seconda parte) 2 Risposte
  2. 10 segreti dei makeup artist (prima parte) 2 Risposte
  3. M∙A∙C GLEAMING, BEAMING, STROBING Rispondi
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