29 maggio 2012-29 maggio 2013

È passato un anno da quel 29 maggio. 2 giorni fa sono stata proprio là, dove quel 29 maggio ha cambiato la vita a molti.

Il 29 maggio 2012, un anno fa, alle 9 del mattino, c’è stata una forte scossa di terremoto, che ha letteralmente polverizzato alcuni edifici, fra cui diverse chiese, e danneggiato gravemente altri, fra cui case, banche, uffici. Qualche giorno prima, il 20, c’era stata una prima forte scossa che però non aveva fatto vittime, ma qualche danno materiale sì.

Sono andata là per motivi di lavoro. “Là” sta per provincia di Modena, in particolare San Felice e altri comuni limitrofi.

Tutti si ricordano di Finale Emilia ma la realtà è che ci sono stati tanti altri comuni colpiti dal sisma.

Sapevo poco del progetto cui dovevo prender parte, sapevo che dovevo truccare e sistemare alcune persone che avrebbero dovuto essere intervistate su questo tema e nient’altro. Quello che non sapevo era quello che avrei visto, imparato, conosciuto.

Io amo il mio lavoro, alla follia. Perché incontro molta gente e spesso vengo in contatto con la loro parte più intima, anche se suona strano, me ne rendo conto, perché faccio la truccatrice dunque cosa c’entra il trucco con l’anima?

C’entra c’entra, lasciate che ve lo dica.

Normalmente, modelle a parte, si trucca la sposina agitata, la ragazza che sogna di sfondare come modella, l’adolescente che vuole qualche foto-ricordo dei suoi anni più belli, in cui magari gioca a fare le pose, oppure, a volte, persone che in quel momento hanno bisogno di sfogarsi, si sentono fragili, scontente, insoddisfatte, ferite. Più loro si raccontano, si aprono, si sfogano, più emerge la loro bellezza interiore, più tu ti ci affezioni e ti sono di ispirazione, e le trasformi, per quel che puoi fare, facendo tornare loro il sorriso.

L’altro giorno è stato ancora più “bello” – passatemi il termine, stiamo pur sempre parlando di un grave cataclisma.

Anzitutto ho assistito alle interviste, in particolare di 2 ragazze intorno ai 20 anni che hanno lavorato per un anno dentro a un container pur di mandare avanti l’attività.

Credetemi, ci siamo tutti commossi quando hanno raccontato come hanno vissuto le scosse e il post terremoto.

Poi siamo andati in centro a San Felice e in altri comuni, abbiamo visto il container-ufficio, le macerie delle chiese, i palazzi pericolanti, ma anche alcune nuove strutture già in piedi per accogliere le attività che erano pronte a riprendere.

Alcune vie erano state riaperte solo da un paio di giorni. L’atmosfera era davvero particolare.

Nonostante meteorologicamente parlando fosse una splendida giornata, era impossibile non percepire una strana tensione che gelava un po’ gli animi. Ovunque ci girassimo, qualcosa ci portava a ricordare il motivo per cui fossimo lì. Un’impalcatura, un cartello di pericolo, delle porte sbarrate, tutto riportava alla mente che la città stava cercando di ricominciare a vivere ma che qualcosa l’aveva ferita nel profondo, per sempre.

E ancora una volta ho pensato che AMO il mio lavoro perché mi ha portato “là”, a prendere coscienza di alcuni aspetti che non avevo considerato.

Ci lamentiamo tanto delle condizioni di lavoro, ma queste persone hanno lavorato UN ANNO in un container di pochi metri quadri o in un box per auto o in strutture improvvisate, ma soprattutto hanno saputo andare avanti nel lavoro, hanno ricostruito i loro uffici, non sono state con le mani in mano!

E poi, soprattutto, ho realizzato che quando il terremoto ti sorprende, ti porta via molto sul momento ma che le conseguenze, in alcuni casi le peggiori, le vivi anche negli anni a venire, perché ti porta via i clienti, fa chiudere aziende e negozi, e tu all’improvviso non hai più mercato o ne hai la metà o meno.

Come sapete non sono brava nel descrivere le mie emozioni a parole, vi dico solo che ero davvero grata del fatto di essere stata chiamata per quel lavoro perché mi ha permesso di conoscere persone e luoghi meravigliosi, nonostante il terremoto.

Vi lascio con le foto scattate nei comuni di S. Felice sul Panaro e Cavezzo, alcune prese online.

 

 

articolo sull’iniziativa che ha coinvolto Oliviero Toscani e i cittadini di San Felice

articolo sui monumenti persi per colpa del terremoto 2012 (ben 10!).

Per chi non lo sapesse, questa zona è ricchissima di monumenti, chiese e castelli (alcuni dei quali appartenuti agli Estensi), risalenti al 1300, al 1500, al 1700 (e infatti le cittadine sono stupende anche grazie a questi edifici) dunque da una parte è un peccato vederne le rovine ma dall’altra vi posso assicurare che sono comunque zone che vale la pena visitare, si mangia benissimo e le persone sono molto ospitali.

Se qualcuno di voi conosce queste città, sono benvenuti commenti e suggerimenti su punti di interesse da visitare!

3 thoughts on “29 maggio 2012-29 maggio 2013

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