Dipendenza da makeup: malattia o scarsa educazione?

Dipendenza da makeup: malattia o scarsa educazione?

Voi avete visto questo video? Io un pezzetto (poi sono andata a cucinare se no l’avrei visto tutto ma è più di 20 minuti)…

Cosa ne penso io? Be’, anzitutto che è vero, io stessa sono stata una compratrice compulsiva di makeup, sia molto prima dell’avvento di YT (per chi non lo sapesse ho quasi 36 anni, mi trucco da più di 20 quindi quando ne avevo 15/16 non esisteva nemmeno internet) sia dopo…ed effettivamente anch’io sono stata portata a comprare cose che prima consideravo poco (e per fortuna mi viene da dire, perché ci ho guadagnato in qualità del mio trucco, questo prima di diventare truccatrice).

Apro una parentesi: la mia situazione è particolare, perché ora che sono anche truccatrice, ho la scusa di potermi/dovermi comprare alcune cose per lavoro…

Da poco ho capito che comprare 4 cavolate da pochi € mi rende felice in quel momento ma poi una volta a casa vanno solo a sommarsi al mucchio di cose che già ho e a meno che non mi servano per lavoro, rimarranno nel mucchio per un bel po’…da qualche mese sono riuscita a limitarmi davvero al minimo, compro magari cose utili/convenienti che non si trovano facilmente (ad es. il browkit e la palette correttori di catrice).

Magari per le cose un po’ più costose so che mi aiuteranno a fare meglio il mio lavoro ma mi domando sempre se ne valga la pena: un buon truccatore dovrebbe riuscire a fare un buon lavoro anche con scarsi mezzi…e visto che al momento i miei risultati sono soddisfacenti continuo a riempire la mia ‘wishlist’ aspettando di finire qualcosa per comprare nuovi trucchi.

La stessa cosa dovrebbe valere anche per una ‘semplice’ consumatrice: se sei tanto appassionata e segui molte guru, dovresti ormai sapere abbastanza da riuscire ad arrangiarti con ciò che hai già; che tu lavori o meno, non puoi lasciare un capitale in profumeria tutti i mesi…E qui chiudo la parentesi.

Sicuramente tutta la pubblicità che fanno/facciamo (mi ci metto pure io nel mio piccolo) non aiuta chi è già insicura e/o facilmente influenzabile (caratteristiche proprie degli adolescenti).

Inoltre, se nell’ambito di un negozio, avendo di fronte una richiesta di mascara da una 15enne, io personalmente (che lavoro come promoter) evito di proporle i marchi costosi (mentre alla 30enne sì), con YT ci rivolgiamo a un pubblico indefinito, rischiando che un’adolescente interpreti il nostro consiglio come “un obbligo”, senza considerare che nell’ambito dell’adolescenza spesso vige la ‘regola’ “se non ce l’hai sei una sfigata, perché ce l’hanno tutte” (e non ditemi che non è vero).

Quindi oggettivamente potremmo sottolineare questo aspetto, consigliando alternative economiche (che fra l’altro è uno dei valori della mia pagina facebook).

A chi spetta quindi l’onere di controllare che la propria figlia adolescente non si lanci in spese folli per un gloss o un ombretto?

Sicuramente ai genitori, per due motivi: dovrebbero controllare cosa guardano i figli su YT (potrebbero incorrere anche nella pornografia…un minimo di controllo ci vuole); dovrebbero trasmettere loro dei buoni valori, far capire che alla loro età non è necessario mettersi il fondotinta e nemmeno strati di ombretti e matite sugli occhi (a 15 anni proprio no). Però d’altra parte capisco le difficoltà dei genitori di oggi: magari fanno 2 lavori e i figli rimangono a casa da soli a fare quello che gli pare.

Anche per mia madre era così, si può dire tranquillamente che mi abbia cresciuta mia sorella, di soli 3 anni più grande. Faceva l’infermiera privata e lavorava di notte. E ricordo ancora quando ci tagliava i fili della TV, che allora era la nostra droga, per evitare che ci perdessimo troppo tempo, stessimo in piedi fino a tardi a guardarla e non studiassimo. A qualcuno sembrerà anche un po’ primitiva la soluzione che adottava mia madre, ma sicuramente era efficace!! Perché non adottare la stessa soluzione? Non dico tagliando i fili, e nemmeno di tagliare internet e YT al 100%, però di ridurre drasticamente le ore passate davanti al pc (e alla DS, alla Wii, alla PS…). In TV c’è la fascia protetta, in rete no.

Ribadisco: non voglio colpevolizzare i genitori in questione. Nonostante io, in tutta coscienza, mi senta nel mio piccolo resposabile (ma come dicevo anche un po’ succube di queste “pubblicità” gratuite che ci sono ondine), devo però, razionalmente parlando, ammettere che noi non lo facciamo per promuovere tale o tal’altro marchio ma perché abbiamo altri obiettivi.

Chi come me vuol promuoversi come MUA, chi vuole diventare partner di YT per guadagnare, chi vuole diventare una blogger famosa e magari scrivere poi per un giornale o una testata…insomma noi abbiamo mille motivi per fare quello che facciamo e nessuno è ‘criminale’. Io consiglio a questa mamma di parlare a questa ragazza, di capire se non si sente compresa, se c’è qualcosa che non va, se si sente diversa dalle sue amiche, se si sente inferiore o brutta, o magari se semplicemente ha capito che da grande vuol fare la MUA.

Dietro un gesto possono esserci mille ragioni, non va colpevolizzata la figlia (ma nemmeno la madre!) va capita ed educata di conseguenza. A chi parla di gesti di maleducazione dico che in fondo questa ragazza avebbre potuto provare a rubare direttamente in negozio, invece si è presa comunque la responsabilità delle sue azioni.

Comunque non si può pretendere che chi pubblica contenuti cominci a dire cose diverse dal solito, spetta a noi in quanto adulti/genitori far capire ai figli che le guru su YT spesso sono MUA, spesso ricevono regali dalle aziende, spesso sono sponsorizzate da genitori benestanti, spesso fanno un lavoro che permette loro di spendere 100/200€ al mese in baggianate!

Però non posso assolutamente pensare che sia 100% colpa nostra: e se un maschietto si mettesse a guardare video su come truccare il proprio motorino, comprando questo e quell’altro aggeggio, non vorrebbe lui stesso emulare i suoi guru?

E che dire di quei fessacchiotti (più che adulti) che guardano in TV le partite di texas hold’em (poker) e poi vanno on line a giocarsi lo stipendio solo perché in TV hanno imparato un paio di trucchetti?

Scusate il papiro, ho scritto di getto quello che pensavo perché è una cosa che mi sta a cuore, e se penso che io, adulta, devo fare degli sforzi per non comprare (visto che poi ci sono tanti marchi low cost è anche facile cadere in tentazione), non immagino cosa passi per la testa delle più giovani!!

Se desiderate iniziare il cammino dello smaltimento dei vostri cosmetici in eccesso (in modo da avere più spazio per quelli nuovi ed avere la coscienza a posto – cioè che vi state comprando il tal prodotto nel colore X perchè l’avete davvero finito e non è l’ennesimo dupe) visitate http://www.facebook.com/ProgettoSmaltimentoProdottipsp e http://ilariamps.wordpress.com/2011/01/09/6passi/ (il mio programma per testare i prodotti che vale davvero la pena tenere).

Vi lascio con un brano di “I love shopping” (l’inizio):
“Okay. Niente panico. Niente panico. É solo un estratto conto della Visa. É solo un
pezzo di carta con qualche numero scritto sopra. Che paura può farmi?
Dalla finestra dell’ufficio osservo un autobus che percorre Oxford Street. Cerco di
costringermi ad aprire la busta bianca posata sulla scrivania invasa dal disordine. É
solo un pezzo di carta, mi dico per la milionesima volta. E poi non sono mica stupida,
no? So esattamente a quanto ammonta questo estratto conto.
Be’, più o meno. A grandi linee.
Saranno… duecento sterline. Forse trecento. Sì, sulle trecento. Massimo tre e
cinquanta.
Chiudo gli occhi e mentalmente cerco di fare il calcolo. Il tailleur di Jigsaw. La
cena con Suze da Quaglino. E poi quel meraviglioso tappeto rosso e giallo. Ora che ci
penso, il solo tappeto è costato duecento sterline. Ma le valeva, fino all’ultimo penny.
É piaciuto a tutti. Be’, per lo meno a Suze.
E il tailleur di Jigsaw era in saldo: trenta per cento di sconto. Quindi, in realtà, è
stato un risparmio.
Apro gli occhi e allungo la mano verso la busta. Come le mie dita sfiorano la carta
mi vengono in mente le lenti a contatto nuove. Novantacinque sterline. Una bella
cifra. Ma cosa ci posso fare? Ne avevo bisogno. Non posso mica andare in giro
brancolando, giusto?
E poi ho dovuto comperare della soluzione fisiologica, un contenitore decente e un
eye-liner ipoallergenico. Il tutto per un totale di… quattrocento?
Alla scrivania vicina alla mia, Clare Edwards alza lo sguardo dal piano di lavoro.
Sta dividendo la corrispondenza in pile ordinate, come fa ogni mattina. Le ferma con
degli elastici e ci mette sopra delle etichette con su scritto cose del tipo “Rispondere
immediatamente” oppure “Rispondere – Non urgente”. Odio Clare Edwards.
«Tutto bene, Becky?» mi chiede.
«Sì, sì» rispondo con aria disinvolta. «Stavo solo leggendo una lettera».
Prendo in mano la busta, ma le mie dita si rifiutano di tirar fuori l’estratto conto. Si
limitano a stringerla mentre la mia mente viene travolta come regolarmente accade
ogni mese dal mio sogno segreto.
Volete sapere qual è il mio sogno segreto?”

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10 pensieri su “Dipendenza da makeup: malattia o scarsa educazione?

  1. Pingback: Programma "6 passi" « ilariamps

  2. 1)bisogna davvero metterlo in pratica. E fare attenzione ai nostri figli anche se è dura, credo che al giorno d’oggi è dura essere genitore quando i mass media sono più persuasivi di mamma e papà! . 2)per un altro discorso invece:OK compriamo le cose perchè ce le siamo guadagnate lavorando duramente, ma vogliamo mettere la soddisfazione di terminare nel migliore dei modi un ombretto che si ha comprato con i propri soldi? :D

  3. Concordo su tutto…io per prima ho avuto il mio periodo di shopping compulsivo eheh …ora mi sono un po’ calmata perchè oggettivamente, non facendolo come lavoro, essendo solo un hobby o una passione, bisogna comunque sapersi regolare e molto dipende anche dall’educazione che ci è stata data e che ci insegna il rispetto per il denaro e quant’altro ^.^

  4. Mia figlia è proprio fortunata! Avendo la mamma MUA non ha bisogno di comprare niente,ce l’ho tutto io! hahaha cmq apparti scherzi bisogna sempre controllare quelli che fanno i nostri figli!

  5. Anche io ho comprato parecchio make-up nell’ultimo anno e mi sembra di non riuscire a smettere, soprattutto quando ci sono delle offerte particolarmente convenienti da KIKO o da altri marchi di cosmesi. Però, sto cercnado di arginare questa “passione” per il make-up, anche se è difficile. Vengono immessi sul mercato tanti prodotti nuovi e ti viene spesso la voglia di provarli. Ora devo smaltire quello che ho, altrimenti dovrò buttare tutto, perché si guasta.

    • guarda daniela, secondo me bisogna farsi 2 conti in tasca razionalmente.
      mettiamo che tu sia un avvocato che prende 3.000 al mese: capisci che se spendi 50/100€ al mese non impatta molto sui tuoi risparmi. Alla fine i soldi sono fatti per essere spesi e togliersi uno sfizio una volta al mese per prendere il fondo di dior e/o una palette costosa va anche bene.
      E’ diverso se non hai un reddito tuo o è basso e devi attingere alle risorse della tua famiglia per dare sfogo a questi impulsi.
      Anche perchè tolte quelle 3/4 cosette che possono fare la differenza (un buon fondo, un buon mascara, una buona cipria) non è che a furia di metterci roba in faccia diventiamo piu gnocche, a meno di non essere brave quanto un MUA e avendo parecchio tempo per prepararsi ogni mattina.
      Io posso consigliarti: fatti un elenco delle cose che davvero non possono mancare nel tuo beauty (es: matita nera, mascara, gloss) e a meno che tu non finisca una delle suddette cose, non comprare nulla.
      tante volte ho comprato nuovi ombretti rosa perchè volevo quell’esatto punto di rosa e ogni volta ero convinta che fosse quello giusto e invece no, e a casa ne avevo altre 1000. poi ti consiglio di leggere il mio post programma 6 passi…fammi sapere come si evolve! baci!!

  6. Forse ciò avviene perché ci sono tanti marchi come KIKO, Elf e simili che offrono prodotti di cosmesi a basso costo. Prima acquistavo, ad esempio, solo fondotinta Collistar da 23 euro a confezione. Poi, guardando a queste marche, ho comprato e accumulato. Non peso sulle spese della mia famiglia, lavoro, però mi rendo conto che, al di là del dispendio economico, mi accorco che poi ci vuole tempo a smaltire tutto questo maquillage. Darò uno sguardo agli altri post del tuo sito e a quello da te indicatomi. Grazie :)

    • e allora stai tranquilla. magari definisci un budget mensile da spendere per il makeup e cerca di non superarlo. magari appunto fai un po’ di dieta in questi mesi prima della primavera ke poi escono le collezioni nuove :)
      è anche importante sapere esattamente cosa si ha in casa xkè delle volte non ricordi di avere messo via una cosa presa magari doppia e la ricompri…cmq in genere fra luglio e agosto si spende meno xkè fa caldo…

  7. Pingback: Organizzazione…Utopia? | Ilaria MPS – Makeup Personal Shopper

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